FIP – Peritonite Infettiva Felina: cosa fare?

Quando al mio Garù fu’ diagnosticata la FIP l’unica cosa che riuscivo a pensare e come farlo star bene. Sapevo benissimo che non c’è cura per la Peritonite Infettiva Felina, ma allo stesso tempo non potevo credere che in un futuro non meglio definito avrei vissuto le mie giornate senza di lui. Garù era la mia ombra, ovunque andassi e qualsiasi cosa facessi lui era con me, sempre! Garù era parte della mia anima e sono certa che una parte di essa appartenesse a lui. Un legame così forte che non credevo possibile sopravvivere senza di lui.
Le cose da fare in casi come questi non sono molte e cercare di essere forti è sicuramente in cima alla lista.
Quando sai che il tuo gatto ha sviluppato la FIP, sai che morirà. Presto o tardi non importa, sai che accadrà, sai che deve morire e non c’è nulla che tu possa fare per evitarlo. Accettalo!Dopo che hai accettato l’idea di perdere il tuo peloso cucciolone che ti guarda con gli occhioni innamorati e miagola per avere la sua scatoletta preferita per cena, e anche se non lo hai accettato, la priorità è allungare il più possibile la vita del tuo gatto e renderla qualitativamente migliore possibile.

Garù gatto Maine Coon Fip+

FIP: tra peggio e peggiore

Come ho scritto più volte non esiste nessun test, esclusa l’autopsia, che possa decretare una diagnosi di FIP certa al 100%, ma escludendo tutto il resto si può essere abbastanza certi che sia quello. Dopo l’elettroforesi sulle proteine totali di Garù (già al momento del prelievo di sangue il siero estratto evidenziava un’infiammazione in corso), il veterinario volle fare un’ecografia con il duplice scopo di escludere un linfoma e controllare, in caso di confermata FIP, se ci fosse del versamento di liquido tipico della FIP umida.
A questo punto era questione di capire se ci trovavamo davanti al peggio o al peggior caso che ci potesse capitare. La FIP umida, caratterizzata dal versamento di liquido nell’addome lascia al soggetto colpito davvero poco tempo da vivere (un mesetto circa), poiché, anche se si aspira con l’ago il liquido, questo si riforma in breve tempo, la salute generale peggiora e in breve la situazione peggiora a tal punto che l’unica cosa che resta da fare è la soppressione.
Nel caso di Garù si trattatava di FIP secca. Lui stava bene, ma nonostante tutto io sapevo che, in un modo o nell’altro, la fine era vicina. La domanda era: quanto tempo abbiamo ancora insieme?

La terapia che non guarisce

Quando si ha a che fare con la FIP non esiste nessuna terapia, nessuna che possa guarire. Il massimo a cui si può aspirare è far vivere bene il gatto, per il più lungo periodo possibile.
Quello che posso dirvi io, come esperienza personale, è ciò che ho fatto in accordo con il mio veterinario di fiducia. Ci siamo prefissati di fare cicli di cortisonico e tenere monitorati gli esami del sangue, sperando che la malattia non evolvesse in FIP umida.
Tutto andava bene, per quanto si possa dire “bene” in una situazione simile, ma ad un certo punto, prima che io potessi prendere in considerazioni strade diverse, c’è stato un “picco del virus”. Quando si verifica un evento simile l’organismo del gatto tenta di espellere il virus, che comunque lo ha già colpito, e di trova quindi in una fase “contagiosa” in cui è meglio tenerlo separato dagli altri gatti sani di casa.
Garù e B.B. sono nati a poche ore di distanza e da allora sono sempre vissuti insieme, tenerli divisi era praticamente impossibile. Dividendo le stesse cose (cucce, ciotole, lettiere, ecc.) era inutile dividerli, poichè se B.B. avesse contratto il virus rimanendone in qualche modo “contagiata” ormai era tardi. Per 2 o 3 giorni li abbiamo tenuti in stanze diverse, ma vista la sofferenza e lo stress mostrato da entrambi li abbiamo lasciati liberi come prima. Nel frattempo a Garù abbiamo tempestivamente iniziato una terapia antibiotica tramite iniezioni.
Io non so se è stata la malattia o la terapia antibiotica, o forse entrambe insieme, ma dopo il ciclo di antibiotici Garù ha stentato a riprendersi ed è rimasto debilitato, al punto tale che di lì a poco ci avrebbe lasciato.

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3 pensieri su “FIP – Peritonite Infettiva Felina: cosa fare?

  1. Se è stabile e devi solo aspirarle il liquido dall'addome ogni tot giorni può andare avanti parecchio. Al tempo io parlai con una veterinaria che con interferone omeopatico + aspirazione settimanale del liquido era riuscita a far guadagnare più di un anno di vita alla persiana della mamma. Non fermarti al parere di un veterinario, chiedi se qualcuno conosce altri vet bravi, o specializzati in fip. A Brescia so che esiste un centro di studi e a Torino ci sono cliniche molte valide.
    Purtroppo è una malattia bastarda, ma noi possiamo rendere migliori i giorni e le settimane che ci rimangono con i nostri pelosi. So bene come ti senti, tieni duro e se c'è tempo tenta tutte le strade possibili.
    Se mangia dagli carne tritata, cruda o appena sbollentata, oppure in alternativa, o insieme l'A/D che sono cose proteiche e sostengono meglio l'organismo. Cerca di eliminare ogni fonte di stress, magari aiutandoti con il Feliway. Se hai bisogno io sono qui, o sulla pagina di Facebook.
    Un'abbraccio forte forte a te e a Ombra!

    • Anche al mio Romeo circa una settimana fa è stata diagnosticata la Fip umida; al momento gli viene somministrato ogni giorno un mi× di antinfiammatorio ed antibiotico ma senza grossi risultati. Sono disperata ma allo stesso tempo pronta a combattere con lui e provarle tutte; purtroppo il mio veterinario di sempre sembra già aver gettato la spugna…Qualcuno conosce un bravo veterinario esperto in questa malattia che operi nel pinerolese? Aiutatemi anche con i vostri consigli GRAZIE

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