FIP – Peritonite Infettiva Felina: la cura che non guarisce

Sapendo bene che tra tutte le malattie del gatto quella che “non perdona” è la FIP – Peritonite Infettiva Felina, sapevo bene che prima o poi sarebbe arrivato il giorno in cui avrei dovuto smettere di combattere e arrendermi: avrei dovuto far sopprimere Garù. L’unico dubbio e l’unica paura che mi assillava costantemente era il “quando”?Come si fa’ a sapere dove finisce la terapia e inizia l’accanimento terapeutico? Come si fa’ a sapere quando è davvero il momento di dire basta e lasciare andare il proprio micio? Quando la scelta di una morte dolce è la cosa migliore che si possa fare?

Beh io non ho la risposta oggi, come non l’avevo un anno fa’, ma posso dirvi quando, per me e per Garù, quel momento è arrivato.

La cura che non guarisce

Il mio Garù stava male, mangiava pochissimo, se ne stava tutto il giorno accucciato sul tappeto in cucina. Il dolore lo faceva urinare addosso, andava avanti con le iniezioni che gli facevamo. Quando la FIP ebbe il sopravvento su lui, il mio gatto andò in ittero.
L’ittero è la situazione in cui colorazione della pelle, delle sclere e delle mucose diventa gialla a causa dall’eccessivo innalzamento dei livelli di bilirubina nel sangue. Non saprei spiegare cosa questo significhi a livello pratico, ma per Garù significò la fine.
Quando iniziò a non stare bene presi tra le braccia il mio gattone rosso, gli promisi che io sarei stata con lui, che lo avrei curato, che avremmo combattuto insieme e che non sarebbe mai e poi mai stato solo. Però gli chiesi anche di dirmi lui quando porre fine a tutto. Dicono che gli animali non capiscano cosa diciamo loro, dicono che gli animali capiscano solo un numero limitato di parole che associano a cose e situazioni, fatto sta’ che, in un modo o nell’altro, lui capì.
Era sera, stavamo per cenare e quando guardai Garù lui alzò il suo sguardo su di me e miagolò forte 2 o 3 volte di seguito. Io capìì. Era ora di dire basta. Scoppiai a piangere e continuai a ripetere “Basta, basta, basta…” come una litanìa, quando mi fui calmata lo accarezzai e gli dissi che avevo capito. “La mamma ti farà star bene, stai tranquillo, tra poco finirà tutto.”

19 aprile 2011

Il 19 aprile del 2011 fu una giornata come tante altre, la settimana prima di Pasqua, 12 giorni dopo il mio 27° compleanno, il giorno in cui tutto finì e cominciò allo stesso tempo.
Andai a lavorare, poi, dopo la pausa pranzo uscii dall’ufficio, il veterinario mi aspettava.
Ricordo poche cose di quel giorno, frammenti di un incubo terribile, ma tra le cose che ricordo ci fù la reazione di B.B. quando andai a prendere suo fratello. Era in cima all’armadio di mia madre, non volle assolutamente scendere da lì e anzi, mi guardò quasi arrabbiata e io capii che lei sapeva: quando saremmo tornati Garù non ci sarebbe stato, il trasportino sarebbe stato vuoto.
Quando arrivammo dal veterinario Garù continuava a miagolare forte, disperato, sapevo che stava male, che non ne poteva più e io continuavo a tranquillizzarlo “La mamma ti farà star bene, resisti. Ancora poco amore mio, ancora poco e starai bene!”. Può sembrare una cosa stupida da dire, una bugia, ma era solo la verità, l’unica verità: la cura per la FIP è la morte. La cura che non guarisce!
L’iniezione letale è sempre preceduta da una specie di anestesia, alla prima iniezione il mio Garù chiuse gli occhi e il suo cuore si fermò. Finalmente stava bene, finalmente era guarito. Mi sentii sollevata per lui, ero in pace perchè lui non soffriva più. Avevo fatto la cosa giusta, la cosa migliore che potessi fare, anche se questo non mi evitò di sentire un grande vuoto che tutt’oggi mi porto dentro.
Il cielo azzurro e terso, la calda temperatura quasi primaverile, giusto un accenno di vento, il verde e i fiori colorati. Lì, nel giardino della casa in cui è nato, riposa il mio Garù. Accanto a lui riposano la sua mamma gatta e i gatti che lo precedettero al mio fianco, mi piace pensare che da lì vedano il mare, così quando io guardo il mare penso che forse, anche Garù lo stia facendo.
La FIP infine ha vinto su Garù, ma l’amore che lui provava per me e quello che io provo per lui, quel sentimento pure e innocente che solo gli animali sanno dare e trasmettere quello è sopravvissuto. La FIP mi ha rubato Garù, ma ciò che lui era per me, quello che abbiamo vissuto insieme e le lezioni che ho imparato da lui, quello è un tesoro che nemmeno la FIP può distruggere, almeno su questo abbiamo vinto noi.
Gatto FIP+
Garù, tesoro mio, non ti dimenticherò mai!

 

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9 pensieri su “FIP – Peritonite Infettiva Felina: la cura che non guarisce

  1. Ho pianto leggendo il tuo post, ho sentito il tuo dolore …anche il mio gatto è malato di Fip…l’ho scoperto il 14 Marzo perchè era moscio ed inapettente…non conoscevo questa terribile malattia. Un colpo al cuore quando il veterinario mi ha detto che al 99 per cento era Fip. Il mio Thor non ha ancora tre anni ed è condannato, non riesce a mangiare e sta sempre peggio.Ogni mattina alzandomi spero che la diagnosi sia sbagliata e che recuperi. E’ cosi doloroso dover decidere della sua vita ma è altrettanto doloroso vederlo consumarsi lentamente.

  2. Ciao Anna, grazie per il tuo commento. Purtroppo so bene come ti senti e l’unico consiglio che mi sento di darti è quello di goderti ogni istante che hai con il tuo Thor, fare tutto il possibile per farlo vivere bene e cercare di sostenerlo al meglio e infine, quando la malattia prenderà il sopravvento, scegli di farlo soffrire il meno possibile. La FIP è una malattia ancora poco conosciuta, ma nel suo essere davvero bastarda, è anche una malattia che ha un decorso variabile: alcuni gatti vivono anche per molto pur contraendola.
    Ti auguro tutto il bene possibile in una simile situazione e, se vuoi, scrivimi pure tramite il modulo di contatti del sito. Essendoci passata so’ che ci si sente anche molto soli in quei momenti.
    Un abbraccio

    Cri

  3. invece di arrendervi subito informatevi bene, forse qualche speranza c’è, la mia gattina di 8 mesi ha la FIP per 20 giorni non mangiava, febbre alta, liquido polmoni da aspirare in continuazione. a parte il fatto che io non mi sono arresa ed ho continuato a nutrirla con la siringa quattro volte al giorno altrimenti subentrano complicazioni epatiche, ma poi ho trovato una cura omeopatica con inteferone vegetale ed altre cose combinate insieme oltre al cortisone per la vascolarizzazione. Risultato dopo una settimana: febbre azzerata, mangia da sola, è più vivace ed è cresciuta di peso. Il liquido si forma pochissimo, esce in giardino ed è molto vivace.
    Informatevi anche se quasi tutti i veterinari vi diranno che non ha effetto, come dicono per tutte le cure omeopatiche. L’obbiettivo è rafforzare le difese immunitarie, dare una vita più lunga e dignitosa senza alcuna sofferenza…certo è un po impegnativo ma neanche tanto alla fine. Noi lottiamo …

    • Ciao Daniela, grazie per la tua testimonianza. So di questa cura di cui parli, quando si ammaló il mio Garú chiesi anche io per l’interferone e per cure omeopatiche, ma la situazione era troppo grave e anche consultando diversi esperti in diverse città tutti concordarono sul fatto che non sarebbe servito a molto.
      Dalla fip non si guarisce, si allunga la vita del gatto, questo sì, e si riesce forse a migliorare la qualità di vita, ma i gatti che guariscono sono gatti che hanno altre patologie non riconosciute.
      Io non ho la verità in tasca e credo che nessuno ce l’abbia, ma con la fip e presunta fip, ho avuto a che fare direttamente e indirettamente e purtroppo è una malattia davvero maledetta. La medicina veterinaria sul gatto è ancora molto indietro e in particolare le ricerche sulla fip, un giorno di certo se ne saprà di più, ma ad oggi non c’è ancora nulla di definitivo, ne in un senso, ne nell’altro.
      Tu fai bene a lottare e andare avanti, io ho fatto ciò che potevo con la situazione che avevo io e alla fine la cosa più bella che potessi fare per Garú fu quella di evitargli altro inutile dolore.

  4. CIAO CRISTINA,

    ti ringrazio della tua risposta, non so con certezza quanto dureranno i benefici ma considera che 18 giorni fa in un centro felino a roma mi avevano consigliato di non fare altro che sarebbe stato tutto inutile tanto la febbre non scendeva lei non mangiava e il liquido si formava sempre di più. La mia minù ora mangia, non ha febbre, pochissimo liquido, ed è anche parecchio vivace, cosa devo dirti con antibiotici e cortisone anche endovena non avevamo ottenuto nulla…

  5. Ciao a Tutti
    Ieri hanno diagnosticato a la mia Medea la FIP, ha 3 mesi una ascite esagerata in tutto l’addome, Non ha febbre, mangia da sola. Ora sono qui a fare ricerche perchè non voglio rassegnarmi. Ho letto l’intervento di Margherita, che cosa ha utilizzato e come, puoi scriverlo? la mia mail luigi@mercatinando.com

  6. Ciao Daniela,
    ho letto il tuo consiglio sull’interferone vegetale, ho una gattina di 8 mesi con il tuo stesso problema, non ci hanno dato speranze ma finche’ non soffre ci vogliamo provare !
    Puoi darmi delle info per cortesia ?
    grazie
    Simone

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